Hacker e Malware. Diminuisce la sicurezza dei dati informatici e di conseguenza degli utenti.

 

I cyber attacchi sono in costante aumento. Secondo un recente rapporto fornito da un team di esperti di Check Point Software Technologies, società di ricerca informatica, l’Italia si classifica al secondo posto in termini di quantità e frequenza di attacchi Hackers e Malware subiti sia dai cittadini privati che dalle aziende.

Colpa probabilmente del ritardo tecnologico che caratterizza la nostra nazione e che lascia ampio spazio di operazione agli hackers per creare malware di varia natura ad una velocità che risulta sconosciuta rispetto agli altri 26 Paesi. Se da una parte esiste il progresso tecnologico, dall’altra c’è chi se ne approfitta.

SMARTPHONE A RISCHIO

Non c’è da stupirsi che i device più attaccati siano gli smartphone. Il Malware più temibile resta Conficker, attivo dal 2008 e non ancora completamente debellato, si trasmette attraverso le piattaforme Windows provocando rallentamenti alla rete e disabilitando gli update.

In forte ascesa il Malware bancario Trojan Tinba, pericolosissimo perché in grado di intercettare le credenziali degli utenti che tentano accessi a sistemi di online banking.

Rimane nei primi posti della classifica anche HummingBad che attacca dispositivi Android installando un rootkit in grado di generare guadagni illegittimi per gli hacker attraverso l’erogazione di advertising indesiderato.

Fra i Malware più temibili anche Sality – Virus che colpisce le piattaforme Windows e permette di eseguire operazioni da remoto e download di altri malware nei sistemi infetti. A causa della complessità e della facilità di adattamento che lo contraddistinguono, Sality è considerato da molti uno dei più pericolosi malware diffusi fino ad oggi.

 

QUALI SONO LE PORTE DI ACCESSO PIU’ A RISCHIO?

Le principali porte di accesso per virus e Malware sono rappresentate da quei programmi, come Facebook, Skype e Gmail che, per loro natura, sono più utilizzati per la condivisione di contenuti online.

 

INTERNET ALL’ESTERO. AUMENTA IL RISCHIO DI ATTACCHI

La navigazione effettuata all’estero mette i nostri dispositivi più a rischio. A rivelarlo è una recente ricerca di Kaspersky Lab, secondo cui nel  momento di lasciare l’aeroporto, quasi metà dei viaggiatori (44%) ha già effettuato l’accesso a Internet. In questo scenario, lontano dalle reti protette, la mancanza di interesse per la sicurezza delle reti gioca a favore dei cyber criminali. Quasi un viaggiatore su cinque (18%) è stato vittima del cyber crimine durante un viaggio, rispetto al 6% di chi è stato vittima di un crimine nella vita reale.

E’ fondamentale per le organizzazioni valutare soluzioni che garantiscano una sicurezza effettiva contro le minacce più moderne, in modo da prevenire l’attacco alle proprie reti e non rischiare di perdere tutto o ancora, di dover pagare, in bitcoin, sostanziosi cyber-riscatti.

 

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